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mudd!

Il Mudd (etimo arabo da cui deriva il nome di Mondello) è un festival  multiculturale, diffuso ed interdisciplinare, realizzato in sinergia con istituzioni, realtà culturali, associazioni e aziende private.

Si tratta di un progetto partecipato, con un forte coinvolgimento del territorio e al tempo stesso capace di attrarre nuovi stimoli esterni. Gli eventi del festival vengono portati nei luoghi più suggestivi che raccontano Mondello.

L’ambizione del Mudd è di dare forma ad un progetto culturale collettivo e di condividerlo, facendolo affiorare per qualche giorno dal brulicante rumore di fondo della stagione estiva “mondelliana”.

Il festival vuole dare un contributo concreto allo sviluppo della borgata marinara di Mondello, che ha in se le qualità e le potenzialità per diventare un nuovo polo cittadino e un attrattore culturale.

Lìmes–Lìmen

Il filo conduttore della terza edizione del Mudd è il lìmes–lìmen. Il limite inteso come ciò che divide (nell’accezione di confine , der. del lat. limes -mĭtis) ma al tempo stesso mette in comunicazione (nell’accezione di soglia, der. del lat. limen -mĭnis).

Il termine lìmes indica inizialmente un “sentiero”e successivamente un “confine”. Il termine lìmen, invece,  indica una “soglia” ma anche una “frontiera”, quel “limite estremo” raggiunto dal sublime (ciò che giunge fin sotto la soglia più alta).

Il limite è dunque un percorso, una soglia da oltrepassare, ma anche un punto di vista  privilegiato da cui osservare ciò che ci separa e al contempo ci unisce ad altro da noi. Esso implica i concetti di alterità e di identità. Una catena logica che non può non farci riflettere sul mondo attuale: una società senza più limiti né identità, dominata dell’incertezza e dall’indeterminatezza, la cosiddetta “modernità liquida” (cit. Z. Bauman).

Che significato ha nel mondo contemporaneo la parola limite?

La cultura contemporanea è onnivora ed ha un assetto trasversale, i fenomeni culturali possono essere compresi a fondo solo se osservati contemporaneamente da più punti di vista, ovvero esplorandone il confine.

Il mudd di quest’anno prende spunto dall’esigenza di interrogarsi su quali siano i nuovi limiti e le nuove barriere da abolire nell’ “era dell’accesso” (cit. J. Rifkin) e quali, invece, quelli da rispettare (pensiamo all’ equilibrio degli ecosistemi ambientali il cui limite, punto di non ritorno, è stato ormai superato).

Il nostro obiettivo è di stimolare una riflessione  che possa contribuire a ridefinire e ripensare il concetto di limite, superando una volta per tutte le vecchie categorie del Novecento: non più rigide barriere (dentro/fuori) ma filtri e membrane flessibili.

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Mudd is a widespread and interdisciplinary cultural festival, which I conceived in 2017 starting from a reflection on the etymological origin of Mondello, deriving from the Arabic etymon “mudd” – unit of measure prior to the metric decimal system, equivalent to 272.8 m2 and 4.2 lt -.

The aim of the festival is to develop a cross cultural debate every year around a different theme – the “mudd” of Mondello – proposing reflections, creative ideas and perspectives, without however claiming to offer a certain and univocal response.

The “mudd 2019”, or the thread of the third edition, is the “limes”. A concept that can be declined in many different ways, thus reflecting the multidisciplinary nature of the festival and which will help us to capture some important aspects of our contemporary culture. What is the meaning of the word limit in today’s world? The concept of limit [from lat. limes -mĭtis, the boundary between fields) recalls the boundary, that which separates us and at the same time unites us with others from us, this in turn implies the concepts of otherness and identity. A logical chain that make us reflect on the condition of the time in which we live. We live in a liquid society, an age without limits or identity, dominated by uncertainty and indeterminacy. A liquid modernity, a virtual present with no memory.

Contemporary culture is omnivorous and has a transversal structure, just think of the contamination between the arts and the sciences, but also between design, art and architecture, and of the transversality of the environmental theme. Current cultural phenomena can only be understood if viewed simultaneously from different points of view and, therefore, by exploring their boundary.

Carola Arrivas Bajardi